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Tira una brutta aria a Torino

Qual è la situazione dell'aria a Torino?

Non buona, secondo l'analisi di cinque anni di monitoraggio civico della qualità dell'aria condotta dal Comitato Torino Respira. La situazione è rimasta stabile, con pochi miglioramenti, soprattutto tra il 2020 e il 2023. Nel 2023, il 14% dei siti di monitoraggio ha superato i limiti di legge, e tutti i siti avevano valori superiori ai limiti raccomandati dall'OMS. Anche tutte e 133 le scuole monitorate avevano valori elevati. Inoltre, 26 scuole si sono classificate tra le "top 10" delle scuole più inquinate in quattro anni. Le mappe di concentrazione mostrano che le aree più inquinate si trovano nella periferia nord della città, coinvolgendo quartieri già svantaggiati economicamente e socialmente, contribuendo così a un ulteriore elemento di ingiustizia.


Dall'anno 2020, la qualità dell'aria a Torino ha registrato pochi cambiamenti significativi. Nel 2023, il 14% dei siti di monitoraggio ha superato i limiti di legge, con tutti i siti riportando valori superiori alle raccomandazioni dell'OMS.

Il Comitato Torino Respira ha presentato i risultati del monitoraggio dell'aria effettuato nel mese di febbraio 2023, confrontandoli con i dati degli anni precedenti, a cinque anni dalla prima edizione della campagna "Che aria tira?". Durante questi cinque anni, la campagna ha coinvolto oltre mille cittadini, scuole e organizzazioni di volontariato, contribuendo a aumentare la consapevolezza sulla qualità dell'aria e le sue cause.

Nel 2023, sono stati ottenuti 546 risultati utili, che comprendono dati da indirizzi privati a Torino, scuole dell'infanzia, primarie, secondarie ed università, nonché da altri comuni della regione come Cuneo, Carmagnola, Alba, Pianezza, Settimo, e un progetto specifico condotto dal Politecnico di Torino nella Val di Susa.

I dati raccolti si concentrano sul biossido di azoto, un inquinante significativo per la salute umana, in quanto è un precursore del particolato fine (PM10 e PM2,5) e dell'ozono, entrambi problemi comuni nell'aria torinese. È importante notare che i dati raccolti tendono ad essere inferiori rispetto a quelli rilevati dalle centraline ARPA nello stesso periodo.

Nel corso di cinque anni, la situazione dell'aria è rimasta stabile, con miglioramenti molto limitati. Il periodo 2020-2021 ha mostrato gli effetti dei blocchi del traffico dovuti al Covid-19, mentre nel 2022-2023, dopo la fine delle restrizioni sanitarie, la situazione si è stabilizzata a valori inferiori rispetto al 2019-2020. Nel 2023, il 14% dei siti monitorati ha superato i limiti di legge, quattro volte superiori ai suggerimenti dell'OMS.

Le mappe di distribuzione dell'inquinamento mostrano che solo tre aree presentano valori di NO2 al di sotto del limite di 10 µg/m3 raccomandato dall'OMS, al di sopra del quale si osservano effetti negativi sulla salute. Le aree più colpite sono quelle con problemi economici e sociali, in particolare la periferia nord e sud di Torino.

Per quanto riguarda le scuole, il 10% di esse ha superato i limiti di NO2 stabiliti dalla legge, e tutte hanno riportato valori superiori alle raccomandazioni dell'OMS. Alcune scuole continuano a essere fortemente inquinate, e 26 di esse sono state nella "top 10" delle scuole più inquinate per almeno 4 anni.

Sebbene la media dei valori nelle scuole più inquinate tenda a migliorare leggermente nel tempo, la situazione rimane critica. Il presidente del Comitato Torino Respira, Roberto Mezzalama, sottolinea la necessità di azioni più decisive per migliorare la qualità dell'aria a Torino, con particolare attenzione alle scuole e all'implementazione di zone a traffico limitato intorno a esse. Inoltre, si fa appello a una trasformazione in "Città 30" e al miglioramento del trasporto pubblico, specialmente nelle periferie, che affrontano numerosi problemi, tra cui l'inquinamento dell'aria.

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